Partendo dalla riflessione che a Torino vi siano disponibilità alloggiative ma, per motivi diversi, queste non riescano a rappresentare una risorsa concretamente utilizzabile e, nel medesimo tempo, non volendosi rassegnare al fatto che vi siano “famiglie senza casa e case senza famiglie", si è cercato di focalizzare quali potrebbero essere le azioni che una rete di soggetti, agevolata e sostenuta dall'Arcidiocesi di Torino, potrebbe intraprendere e sostenere nei confronti di un tema così importante.
Il progetto “Insieme per la Casa” si pone come finalità l'agevolazione nel reperimento di alloggi da destinare a fasce deboli, attraverso l’utilizzo di nuovi strumenti in grado di garantire la proprietà e sostenere con piccoli contributi i potenziali inquilini.
Capofila dell'iniziativa è la Fondazione Don Mario Operti – Onlus dell'Arcidiocesi di Torino in collaborazione con: l'Ufficio Pastorale del Lavoro e la Caritas Diocesana. Collaborano inoltre una rete di soggetti da anni impegnati sul fronte abitativo: Ufficio Diocesano Pastorale Migranti, Società San Vincenzo De Paoli, Gruppi di Volontariato Vincenziano, Il Riparo, Federabitazione-Confcooperative Piemonte, SICET, Patronato Provinciale Acli.
L’operatività dell’iniziativa è garantita dal CICSENE e dalla Cooperativa Sociale Tenda Servizi.
Il progetto, approvato dalla Provincia di Torino con la partecipazione finanziaria della Regione Piemonte, ha inteso fornire alla società civile, alle istituzioni locali e agli stessi immigrati analisi, indicatori, suggerimenti, proposte utili a far fronte alla situazione di disagio abitativo che troppo spesso ancora vede protagonisti gli immigrati e, alla luce di ciò, ha proposto conseguenti linee d’azione capaci di incidere sul tema abitativo sollevato dal fenomeno migratorio.
Fulcro del progetto è stata la realizzazione e pubblicazione di una ricerca/azione sulla situazione abitativa sperimentata da un campione di circa 1.200 immigrati residenti in provincia di Torino.
Il paper, frutto del lavoro, è scaricabile dal sito www.cicsene.org.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Cooperativa Tenda Servizi a.r.l., il Comune di Torino – Assessorato alle politiche per la casa e il SICET – Sindacato Inquilini Casa e Territorio.
Il progetto è stato finanziato all’interno del Programma Operativo Regionale 2000-2006 con l’obiettivo di attivare sportelli per la realizzazione di azioni preventive e curative della disoccupazione di lunga durata, a favore di cittadini extracomunitari.
Il partenariato vede la collaborazione tra 10 associazioni della città già attive nell’ambito lavoro e il coordinamento da parte del Centro per l’Impiego di Torino, in particolare l’Ufficio stranieri.
I beneficiari che hanno usufruito dei servizi di accompagnamento sono stati 20: tra questi 12 sono stati inseriti in aziende beneficiando di borse lavoro a carico del progetto stesso, mentre gli altri 8, oltre ad essere stati accompagnati nella ricerca attiva di lavoro, hanno svolto un percorso di orientamento e di approfondimento diagnostico-valutativo volto al bilancio di competenze.Gli ultimi tirocini sono stati terminati nel mese di giugno 2008.
Il progetto è volto a ridurre il disagio abitativo delle fasce più deboli della popolazione, attraverso la ristrutturazione degli alloggi che si trovano in condizioni igienico-prestazionali carenti.
Nel caso gli alloggi siano già abitati, scopo del progetto è altresì quello di conservare il valore aggiunto dato dalla rete di rapporti umani intrecciati negli anni, che andrebbero dispersi in caso di rilocalizzazione degli abitanti.
Il Cicsene si impegna nella mediazione con il proprietario dell'unità abitativa che si intende riqualificare perché accetti l’intervento edilizio e il relativo costo, coperto al 50% da un contributo a fondo perduto messo a disposizione dal progetto. In contropartita, il proprietario si impegna a mantenere l'inquilino già presente nell’alloggio per un certo periodo o, nel caso l’alloggio non sia abitato, a stipulare un contratto a un canone di locazione agevolato con soggetti indicati dal Cicsene e si impegna affinché per lo stesso tempo la scelta dell'inquilino spetti al progetto.
Il progetto ha ricevuto nel 2005 un contributo dalla Fondazione Unidea che ha permesso di studiare l'impostazione metodologica e procedurale del lavoro e di realizzare sei interventi sperimentali a Torino.
Il progetto consiste nel migliorare le condizioni abitative attraverso l’adeguamento igienico e funzionale degli alloggi regolarmente locati a famiglie tra quelle socialmente piú deboli, prevedendo la riqualificazione delle unità abitative concordata con i proprietari, a fronte di un impegno a mantenere in situ l’inquilino per un periodo stabilito senza aumento del canone di locazione.
L’azione, che nel 2003 ha ricevuto un contributo dalla Fondazione CRT, è stata svolta nell’ambito dell’attività dell’Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario, in collaborazione con la Città di Torino (Polizia Municipale, Assessorato alla Casa) e organizzazioni del Terzo Settore del territorio, per sperimentare sia le modalità di identificazione dei beneficiari e dei contesti sociali e edilizi piú appropriati, sia le procedure operative e di convenzione e per realizzare i primi interventi.
Per conto della Confservizi (Confesercenti) e della CCIAA di Torino e Provincia, il CICSENE ha svolto un’indagine con lo scopo di descrivere le trasformazioni in 6 mercati in Torino e provincia e di identificarne il ruolo nei processi di riqualificazione urbana.
Sono state discusse caratteristiche, problematiche e opportunità di sviluppo di questo particolare settore della distribuzione, evidenziando le relazioni esistenti con il sistema distributivo e di servizi che opera nelle aree di influenza dei mercati, analizzando tra l’altro anche interventi fisici in atto, e si è fornita una prima valutazione delle ricadute sul settore commerciale, anche attraverso la percezione degli imprenditori locali e l’indicazione delle loro proprie iniziative.
Il CICSENE ha fornito consulenza tecnica e metodologica alla Cooperativa Nuovo Villaggio nello svolgimento del progetto affidatole dalla Provincia di Padova.
Il progetto è stato mirato alla ricostruzione della situazione abitativa degli stranieri (dimensioni, fenomenologia del disagio) e alla elaborazione di proposte che consentissero all’Amministrazione di coordinare iniziative e supportare la programmazione e la progettualità dei soggetti che forniscono servizi di accoglienza e soluzioni abitative.
Il progetto “Casa Amica” è stato elaborato dalla Municipalità di Rosario, all’interno del programma Rosario Habitat e in collegamento con il programma Habitech di Cicsene e Scuola di Specializzazione in Tecnologie Architetture e Città nei paesi in via di sviluppo del Politecnico di Torino.
Il progetto consiste nella riabilitazione edilizia e nella successiva gestione della struttura e delle attività di un edificio da destinarsi a donne con figli, vittime di violenze familiari e coinvolte in situazioni particolari di grave conflittualità, permettendo di iniziare un’esperienza pilota nella riabilitazione di edifici obsoleti da destinarsi a fasce sociali vulnerabili.
Il CICSENE è stato incaricato dalla soc. coop. Biloba r.l. / Mentelocale a.t.i., di svolgere, nell’ambito delle azioni di accompagnamento sociale previste dal PRU di via Artom a Torino, servizi di comunicazione/informazione del bando lanciato dalla Città di Torino per acquisto di alloggi per Edilizia Residenziale Pubblica e di ottimizzazione del rapporto tra tipologia di alloggi e composizione dei nuclei familiari da ricollocare.
Sono state realizzate azioni di comunicazione su media, di ricerca attiva sul mercato privato, di produzione di documentazione informativa per l’offerta, e relazioni con associazioni di categoria e “persone-risorsa”.
Il progetto Networking for Antidiscrimination Facilities, Implementing Dialogue All over (the) Territory, di cui è stata capofila la Città di Torino in un network di 5 città europee: Randers (DK), Roubaix (F), Sheffield (UK), Anderlecht (B) è nato all’interno del bando dell’UE VP/2000/13 “Programma d’azione proposta per la lotta contro la discriminazione in conformità con l’art. 13 del Trattato di Amsterdam”. Il CICSENE è stato il partner locale incaricato di svolgere un’attività di ricerca sul campo per l’individuazione delle risorse e delle esigenze del territorio di Porta Palazzo nei settori di casa e lavoro, e predisporre un set di proposte di strumenti e politiche di integrazione e di pratiche antidiscriminatorie.
Il progetto Li.Fe. - Libertà Femminile, all’interno dell’Asse IV (Pari Opportunità) dell’iniziativa comunitaria Equal, è finalizzato alla creazione di una rete stabile di attori istituzionali, economici e sociali operanti al fine di promuovere l’integrazione e la desegregazione delle donne vittime della tratta (ex art. 18, L. 40/1998), ed alla realizzazione di una microazione di sperimentazione per l’inserimento lavorativo e abitativo di un gruppo target di donne beneficiarie.
La Provincia di Torino, capofila del progetto, ha incaricato il partner CICSENE del monitoraggio della situazione attuale (analisi delle condizioni abitative per il gruppo target) e delle buone prassi sperimentate anche in altri contesti regionali e comunitari, percorso metodologico (accoglienza, messa a punto di percorsi di integrazione culturale, definizione di un modello di azione per affrontare situazioni in intervento congiunto di piú attori, costituzione di un centro operativo per il coordinamento degli interventi di supporto delle donne vittime, sperimentazione dell’inserimento delle educatrici pari nei servizi forniti dai soggetti facenti parte della partnership), sensibilizzazione e comunicazione (redazione materiale informativo in diverse lingue con informazioni specifiche rivolte alle beneficiarie), ricerca soluzioni innovative per individuare abitazioni adeguate alle esigenze delle donne trafficate che contribuiscano a inserirle nel tessuto sociale.
Il progetto è finalizzato alla realizzazione di uno studio di fattibilità per identificare soluzioni abitative adattate alle esigenze dei giovani a Torino, accessibili da persone diverse per estrazione sociale, provenienza, background scolastico-formativo. L’idea, nata da una discussione animata nel 2000 dalla prof. Adriana Luciano, è stata formalizzata con il CICSENE capofila e con un gruppo di lavoro composto da IRES L. Morosini, CIE, ATC e Città di Torino. Ha ottenuto nel 2001 contributi finanziari della Città di Torino e della Fondazione CRT.
La prima fase del lavoro (terminata nel 2002) ha sondato le richieste della domanda esplicita, esaminato alcuni modelli di foyer attivi in altri Paesi europei, descritto le prime esperienze sperimentali in corso a Torino e proposto tre diverse tipologie di residenze realizzabili in città. Tali tipologie differiscono per organizzazione spaziale, mix funzionale, progetto di gestione, coinvolgimento dei giovani interessati.
Su incarico della Rete d’urgenza contro il razzismo (Torino), il CICSENE ha realizzato un rapporto sulla condizione abitativa degli stranieri a Torino, l’accesso alla casa, le discriminazioni da essi incontrate, ed ha elaborato alcune misure per rispondere ai problemi incontrati.
Il CICSENE, in associazione temporanea con Metodi SpA, è risultato aggiudicatario della gara bandita dalla Città di Torino per svolgere indagini partecipate sulle aree ATS 8t e 8u “via Le Chiuse nord” e “via Le Chiuse sud” e ZUT 5.12 “ex INCET” al fine di comunicare ai settori competenti i bisogni e le preferenze dei cittadini riguardo alla loro trasformazione con localizzazione di servizi di quartiere.
Le attività svoltosi in contemporanea sui due quartieri, sono state costituite da 5 fasi: ricognizione, lavoro sul territorio, elaborazione delle indicazioni raccolte, consultazione pubblica, restituzione del percorso.
Su incarico della Royal Holloway – University of London, il CICSENE ha realizzato un’indagine multidisciplinare (sociale e associativa, abitativa e insediativa, generazionale e scolastica) sull’immigrazione a Torino, nell’ambito di un progetto europeo comparativo con le città di Bari, Milano e Roma diretto dal prof. Arturo Tosi.
Su incarico del consorzio di formazione professionale CSEA (Torino), il CICSENE ha svolto un’attività di sostegno a 127 studenti stranieri, volta al miglioramento delle loro condizioni abitative. Il metodo ha previsto azioni personalizzate di accompagnamento al mercato abitativo (locazione o compravendita), all’assegnazione in edilizia residenziale pubblica, ovvero di adeguamento dell’abitabilità dell’alloggio di cui già si dispone, a seconda dei casi.
Su incarico dell’ente di formazione professionale CIOFS-FP Piemonte, all’interno del progetto NOW “Habitat”, il CICSENE ha svolto attività di analisi dei territori beneficiari (quartieri Vallette e San Salvario a Torino), in particolare per quanto riguarda l’occupazione ed il lavoro autonomo femminile, di formazione di operatori, di promozione del progetto e di confronto transnazionale.
Dopo aver steso il progetto esecutivo, il CICSENE ha curato per conto della Cooperativa Una Casa per l’Uomo il monitoraggio e la valutazione in itinere ed ex post di un’iniziativa finanziata dalla Commissione Europea e dalla Regione Veneto per lo sviluppo di strumenti informativi, formativi, di mediazione e di garanzia per l’inserimento abitativo degli immigrati stranieri nel Veneto.
Studio di fattibilità di un’Agenzia Sociale per la Locazione, con finanziamenti e finalità pubbliche, per contribuire alla soluzione dei problemi abitativi delle fasce meno avvantaggiate della popolazione attraverso alloggi reperiti sul mercato privato della locazione. Dopo tre anni dallo studio la Città di Torino ha deciso di condurre con modalità diversa l’agenzia, gestendola direttamente anziché con la formula mista pubblico-privata.
Su incarico della Camera di Commercio di Torino, con la collaborazione della Scuola di Specializzazione in «Tecnologia, Architettura e Città nei PVS» del Politecnico di Torino, è stato realizzato uno studio di fattibilità di un evento specializzato in tecnologie e materiali per l’habitat e il territorio dei Paesi Emergenti e in Via di Sviluppo in cui gli operatori possano esporre e presentare prodotti e servizi, progetti e opportunità di finanziamento; confrontare domanda e offerta, esigenze e ipotesi di collaborazione, anche per mezzo di seminari; scambiare informazioni sull’innovazione tecnologica nei materiali da costruzione, le soluzioni abitative, la progettazione.
In seguito è stata avviata la preparazione di un prototipo di banca dati HABITECH® su Internet e la predisposizione di un programma, sulla base dei contatti avviati mediante missioni in loco, con proposte di intervento concrete che interesseranno Argentina, Cina ed Egitto.
Dal 1999 il programma Habitech può contare anche sul sostegno della Regione Piemonte.
Nel 2000 è stato realizzato un corso di formazione, in collaborazione con la Facoltà di Architettura di Buenos Aires, per i funzionari degli Istituti Provinciali della Vivienda, esperti e ricercatori sul tema dell’edilizia sociale, e per il mondo imprenditoriale interessato ad operare nel settore elevando gli standard di qualità voluta. Sono state inoltre definite delle linee guida relative all’habitat sociale ed identificati 10 progetti operativi da sottoporre all’attenzione di donors internazionali.
Nel corso del 2001 la prosecuzione del progetto Habitech®, si è concretizzata nella realizzazione di un corso di formazione relativo al miglioramento dell’habitat sociale, a cui hanno partecipato 11 funzionari e tecnici di Municipalità Argentine e rappresentanti di due Istituti di ricerca della provincia di Cordoba e Santa Fé (CEVE e CECOVI).
Gli IPV e le Municipalità argentine più importanti (Cordoba, Santa Fé, Rosario, San Francisco), e anche alcune di minore dimensione come Galvez e Sunchales, hanno dichiarato formalmente il
loro interesse a sviluppare azioni di cooperazione decentrata nel quadro delle relazioni di gemellaggio con il Piemonte.
In Piemonte hanno dichiarato la loro volontà di approfondire le opportunità di cooperazione, oltre ai Comuni Piemontesi, che hanno collaborato al progetto, la Federazione dei Comuni gemellati, gli ATC di Torino e di Alessandria, Federcasa, Finpiemonte, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino ed alcune imprese che hanno condotto seminari sulle tecnologie per l’habitat durante il corso di formazione di cui sopra.
Studio di fattibilità di un’Agenzia Sociale per la Locazione, con finanziamenti e finalità pubbliche, per contribuire alla soluzione dei problemi abitativi delle fasce meno avvantaggiate della popolazione attraverso alloggi reperiti sul mercato privato della locazione. In seguito a questo lavoro, la Città di Padova ha istituito l’Agenzia nel 1999.
Il progetto, promosso dalla Scuola di Specializzazione in «Tecnologia, Architettura e Città nei PVS», del Politecnico di Torino ha il fine di allestire una rete di osservatori che possano essere fonte per gli imprenditori italiani di informazioni e percezioni sulle situazioni locali in modo da rendere più consapevole l’investimento nei Paesi del sud del mondo.
All’interno delle attività del progetto, promosso dall’ASTAC / Scuola di Specializzazione in «Tecnologia, Architettura e Città nei PVS» e finanziato dall’Unione Europea, il CICSENE ha assunto il compito di mantenere i contatti con l’Unione, di gestire gli aspetti di organizzazione, di ottimizzare e curare gli oneri di carattere finanziario e di rendiconto.
Condotto in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in «Tecnologia, Architettura e Città nel PVS» e appoggiato dal cileno Ministerio de Vivienda y Urbanismo, ha avuto l’obiettivo di promuovere i rapporti di cooperazione economica tra le imprese italiane e cilene, incentivando gli investimenti per opere infrastrutturali, la riduzione dei costi dei materiali ed il miglioramento delle tecniche costruttive
Frutto della collaborazione con la Regione Piemonte e cofinanziato dall’Unione Europea e da alcuni Comuni piemontesi, il fondo sperimentale è stato uno strumento culturale e finanziario inteso a facilitare l’accesso al mercato locativo da parte dei cittadini stranieri, sostenendo i rischi dei proprietari e delle associazioni che si pongono come garanti o che svolgono ruoli di mediazione sociale.
Ricerca condotta in accordo con la Regione Piemonte e con il contributo della Commissione Europea, con lo scopo di studiare le conseguenze sociali dell’immigrazione e di giungere a conclusioni operative per contribuire alla soluzione del problema casa per gli stranieri.
Il CICSENE dal 2003 è capofila di un Raggruppamento Temporaneo di Imprese per la gestione del servizio di accompagnamento al Contratto di Quartiere per via Parenzo.
Per il periodo novembre 2005-dicembre 2008 il RTI è stato composto da CICSENE, Metodi, IRS e CIE.
Dal 2009, anno di rinnovo della convenzione con la Città di Torino, il RTI è composto da CICSENE dall’Istituto per la Ricerca Sociale (IRS) e dalla cooperativa Sumisura.
L’area oggetto dell’intervento di riqualificazione del Contratto di Quartiere per via Parenzo è compresa nel perimetro delimitato da via Sansovino, via Pirano, via Parenzo, strada Altessano, via Pianezza, all’interno della Circoscrizione 5 ed è caratterizzata dalla concentrazione di edilizia residenziale pubblica che necessita di interventi di riqualificazione. I residenti nell’area sono 6.286 di cui il 9% sotto i 15 anni e il 30% ultrasessantacinquenni.
All’interno dell’area descritta si trova il complesso di edifici denominato ex quartiere 43° costruito a fine anni ‘70 dall’Istituto Autonomo per le Case Popolari di Torino; l’insediamento si compone di tre complessi edilizi comprendenti 8 edifici:
- 1. le “case blu” di via Parenzo 55 a-b-c e corso Molise 18 a-b;
- 2. le “case tonde” di via Val della Torre 222, via Sansovino 74 a-b-c, corso Toscana 181 a-b-c-d, via Parenzo 59, 61 e 63;
- 3. la torre di corso Cincinnato 110
Vi risiedono 788 persone, per un totale di 325 nuclei familiari provenienti prevalentemente dal Sud Italia. La presenza degli stranieri rappresenta l’11% dei residenti. La popolazione residente è composta per il 27% di anziani, per il 12% di minori di 14 anni.
Al centro del Contratto di Quartiere si colloca lo sforzo verso la realizzazione di una nuova qualità dell'abitare che vede nel rafforzamento della dimensione di quartiere la condizione più rilevante. Al tempo stesso la strategia proposta considera la questione delle relazioni fra quartiere e contesto come elemento chiave del processo di rigenerazione.
Il Contratto di Quartiere rappresenta lo strumento per far interagire tra loro differenti campi analitici arrivando alla ri-costruzione di uno spazio multiplo e articolato in cui i progetti puntuali e locali di miglioramento del quartiere si combinano in modo virtuoso con le dimensioni dello scambio e della connessione con il resto della città.
L'attuazione del Contratto di quartiere vede impegnati, a fianco della Città di Torino (che né il promotore), i soggetti affidatari del servizio di accompagnamento.
Il Laboratorio Parenzo, luogo fisico e ambito progettuale, svolge la funzione di accompagnamento al Contratto di Quartiere in modo integrato a sostegno della strategia complessiva del programma. L’attività di assistenza tecnica del servizio di accompagnamento si realizza attraverso un modello d’intervento che permette di coniugare fra loro:
- attività di front office (territoriali e di prossimità);
- attività di back office (prevalentemente in capo alle responsabilità istituzionali degli enti).
L’articolazione e l’attuazione del servizio di accompagnamento si struttura come risposta alle specifiche criticità territoriali e socioeconomiche dell’area urbana oggetto dell’intervento:
1. aree di investimento - hanno la funzione di “bussola d’orientamento” in base alla quale si organizzano gli interventi territoriali. Le due aree di investimento sono così strutturate:
- A. empowerment dei cittadini delle case ex Q43 - per promuovere e sostenere protagonismo, partecipazione, cittadinanza attiva;
- B. empowerment territoriale - per abilitare e supportare la società locale e gli attori istituzionali e sociali a riconoscere e cogliere le opportunità e le risorse e a valorizzarle per promuovere lo sviluppo del territorio;
2. ambiti di policies - sono gli ambiti intorno a cui vengono poi delineati gli assi di intervento e le conseguenti azioni territoriali.
3. assi di intervento - definiscono la struttura operativa del servizio di accompagnamento:
- A. accompagnamento sociale - azioni di sviluppo sociale e culturale finalizzate all’empowerment dei cittadini delle case ex Q43°
- B. direzione sociale dei lavori - azioni e politiche per l’ambiente costruito
- C. sviluppo locale - azioni di empowerment territoriale
- D. comunicazione e informazione;
- E. monitoraggio e valutazione.
Il servizio è realizzato attraverso un’equipe territoriale in loco, composta da 4 operatori e da un coordinatore responsabile, messi a disposizione dalle imprese che costituiscono il RTI.
La ricerca, finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino (CRT) nell’ambito del progetto Alfieri, è stata condotta da diversi partner: il CICSENE, il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Torino, l’IRES Piemonte e FIERI (Forum Internazionale ed Europeo di Ricerca sull’Immigrazione) che è capofila del progetto.
Ha messo a confronto le misure specificatamente orientate alla popolazione straniera con i servizi generali in cui gli immigrati rappresentano solo una parte di un’utenza più vasta.
L’obiettivo è stato sia quello di individuare i processi che hanno condotto a sviluppare servizi dedicati agli stranieri oppure a sostenere una loro inclusione nei programmi destinati alla totalità della popolazione, sia quello di comprendere i vantaggi e gli svantaggi di queste due soluzioni, con particolare riguardo per gli esiti in termini di integrazione.
Il progetto si concentra su tre principali settori del welfare: la scuola, i servizi a sostegno della locazione, l’accompagnamento all’inserimento lavorativo. Il lavoro sul campo si è svolto in due capoluoghi di provincia piemontesi: Torino e Cuneo.
Per quanto riguarda la casa i due servizi selezionati e analizzati dal CISENE sono stati LOCARe a Torino e la Cooperativa La Tenda a Cuneo. Sulla base di una serie di interviste a interlocutori privilegiati e analisi di documenti, sono state ricostruite le caratteristiche di tali servizi, valutandone il grado di generalità/specificità, non solo sulla base degli obiettivi e degli aspetti formali, ma anche in riferimento al loro effettivo funzionamento. Successivamente si è proceduto a costruire indicatori volti a rilevare l’efficacia dei servizi considerati, elaborati a partire da quelle che possono essere ritenuti i tre obiettivi/dimensioni del processo di integrazione (Zincone, Caponio e Carastro 2006; Zincone 2007): I) Capacità di produrre un impatto positivo sull’intero sistema; II) Capacità di preservare e promuovere l’integrità degli immigrati, ossia di migliorare le loro condizioni di vita; III) Capacità di promuovere l’interazione positiva tra i differenti gruppi immigrati e tra questi e la società di accoglienza, analizzando la capacità del servizio di contenere il livello di competizione e conflittualità tra utenza straniera e italiana.
Attraverso diversi strumenti tra cui periodi di osservazione etnografica presso gli sportelli dei servizi analizzati, focus group con gli utenti e ulteriori approfondimenti nel corso dei colloqui con gli operatori, si è proceduto alla valutazione di tali dimensioni, con particolare attenzione ad integrità e interazione positiva, al fine di cogliere punti di forza e criticità, nonchè spunti concreti per le politiche pubbliche.
L’intero lavoro di analisi e ricerca è stato sintetizzato nel Rapporto di ricerca che sarà pubblicato nell’estate 2010.
Il progetto Extranet.Work si è proposto di rispondere in modo strutturale alle difficoltà incontrate dagli immigrati nella ricerca del lavoro. I partner del progetto, 9 tra associazioni e cooperative, hanno l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo, proseguendo l’esperienza maturata nell’ambito del progetto “Co.Me. tutti i colori del mercato”, prevedendo l’erogazione dei servizi di accoglienza, orientamento informativo e accompagnamento al lavoro.
Una delle azioni portate avanti dal progetto ha riguardato l’integrazione e il potenziamento dello strumento banca dati, utile per facilitare l’inserimento lavorativo e definito durante le attività del progetto Co.Me, con l’intento di aumentarne l’efficienza ed ampliarne l’operatività.
Il Cicsene, all’interno del progetto, si occupa in particolare di analizzare e aggiornare i dati relativi al mercato del lavoro sull’area metropolitana, diffondere e promuovere gli strumenti realizzati dalla rete in funzione dell’inserimento lavorativo.
Progetto europeo all’interno del “Programma d’azione comunitaria per combattere l’emarginazione sociale 2002-2006” riferito alla stazione di Porta Nuova e ai quartieri Centro–San Salvario (condotto parallelamente in altri quartieri con problemi analoghi nelle città di Barcellona, Lille e Lisbona) in cordata con la Città di Torino, il Centro Iniziativa per l’Europa (capofila), le cooperative Parella e Valdocco, l’ASL 1, le associazioni Opportunanda e Isola di Arran.
Il CICSENE ha realizzato per conto della Circoscrizione VI della Città di Torino una ricerca, condotta con tecniche partecipate, finalizzata a saggiare il grado di soddisfacimento della popolazione anziana rispetto a: presenza o carenza di servizi (assistenza sociosanitaria, orientamento, informazione), strutture e attività (culturali, tempo libero, sport, socializzazione, ecc.) con valutazione della loro efficacia/efficienza e della loro capacità di lavorare in rete; modalità di diffusione delle informazioni con valutazione della loro efficacia/efficienza; sicurezza (luoghi più o meno presidiati da attività, barriere architettoniche, illuminazione, presenza di aree verdi, ecc).
Il CICSENE ha partecipato al Progetto europeo LIBERE - TE LIRA - FREE, FSE Asse E misura E1 (in partnership con Provincia di Torino, Comune di Torino, Comune di Moncalieri, Università degli Studi di Torino, Tampep, Gruppo Abele, Casa di Carità Arti e Mestieri, Compagnia delle Opere, Confcooperative, Ufficio Pastorale Migranti) per la promozione di una campagna di comunicazione rivolta in modo mirato a: donne vittime di tratta; target specifici di soggetti operanti sul territorio aventi un ruolo chiave nel favorire o ostacolare il processo di integrazione delle donne vittime di tratta; opinione pubblica.
Quale socio di Amapola, il CICSENE ha realizzato nel periodo 2002-2004 il progetto Gente SiCura, risultato vincitore del bando per la progettazione di interventi, nel quadro del progetto strategico “Sicurezza dell’ambiente sociale” della Provincia di Torino.
Il progetto si è articolato nelle seguenti azioni: ricerca sullo stato dell’in/sicurezza nella provincia di Torino nel 2002, pubblicata nel Rapporto “L’insicurezza a mosaico”;
realizzazione del manuale Progettare la sicurezza. Metodi e strumenti per le politiche locali su temi e pratiche della sicurezza urbana a uso degli amministratori locali; conduzione di tavoli di animazione locale in tre territori campione (riunendo soggetti di diversa natura e supportandoli nell’elaborazione di interpretazioni e interventi); attività di informazione e formazione.
Altri progetti realizzati:
- il convegno Comunità più forti, luoghi più sicuri (Torino 5-6 dicembre 2002), di cui il CICSENE ha istruito i lavori e svolto le attività di comunicazione.
- l’indagine sulla sicurezza nella Provincia di Cuneo, indagine qualitativa presso gli amministratori e testimoni privilegiati della provincia di Cuneo sulle percezioni d’insicurezza e le politiche d’intervento (2003).
- il progetto “Verso un modello regionale di Polizia Municipale di prossimità”, all’interno del quale Amapola ha supportato il Settore Polizia Locale della Regione Piemonte nell’elaborazione di un documento quadro ed ha ideato e svolto percorsi formativi, tanto per i quadri dirigenziali quanto per gli agenti di polizia locale, a Vercelli, Chiasso, Rivoli e Cuneo (2003-2004).
- lo studio di fattibilità di un Osservatorio locale sulla sicurezza e per l’attivazione di interventi di aiuto alle vittime e l’accompagnamento alla stipula di un Accordo inter-istituzionale sulle politiche integrate di sicurezza per la Provincia di Lucca (2003-2004).
- l’indagine sull’in/sicurezza nella città di Torino, che ha sondato le percezioni di insicurezza dei cittadini torinesi e successivamente approfondito l’analisi relativamente a due quartieri, Barriera di Milano e San Salvario, individuando punti critici ma anche risorse e soggetti attivi (2005).
- il progetto “Sicurezza urbana: formazione e pratiche”. Nell’ambito del programma dell’Unione Europea Urb-Al, realizzato in partenariato con Regione Toscana – capofila – le città di Rosario, San Rafael (Argentina), Rio de Janeiro, Diadema (Brasile), Quilpue, Valparaiso (Cile) Bogotá (Colombia), Guayaquil, Quito (Ecuador), Madrid (Spagna), Università Alberto Hurtado (Santiago, Cile), Forum europeo per la Sicurezza Urbana (Parigi). Obiettivo del progetto è l’elaborazione di programmi di formazione sul tema delle politiche di sicurezza urbana, attraverso lo scambio di esperienze, il raffronto di modelli organizzativi, l’individuazione delle necessità formative, il confronto tra enti locali, università e associazioni in Europa e America Latina. Destinatari diretti del progetto sono i funzionari delle amministrazioni locali coinvolti nel progetto; destinatari indiretti sono tutti gli enti locali raggiunti dalle attività di preparazione e elaborazione dei seminari trasnazionali e di disseminazione (sito web, distribuzione della pubblicazione finale) .
- il Progetto “Sicurezza in CIRCOl0”, circoscrizione 10 Mirafiori Sud di Torino, nell’ambito del quale Amapola si occupa di gestire alcune azioni sul territorio volte ad aumentare la consapevolezza dei cittadini ed agevolare la costruzione di un sistema di rete e di protezione sociale sul tema dell’insicurezza urbana. In particolare Amapola conduce dei tavoli con diversi soggetti operanti sul territorio, con l’obiettivo di costruire una rete locale sul tema in/sicurezza; questi incontri sono anche preparatori alla stipula di un Protocollo d’intesa tra la circoscrizione e l’Arma dei carabinieri, di cui Amapola farà l’accompagnamento. Si prevedono anche alcuni incontri di informazione e sensibilizzazione rivolti a tutta la cittadinanza e un corso di formazione rivolto agli operatori sociali e alle forze dell’ordine operanti sul territorio (in corso).
- il convegno “l’occhio (e il) vigile”, Regione Piemonte, 30 novembre 2005. Amapola ha organizzato per conto della regione Piemonte un convegno la cui ambizione è stata quella di concentrare l'attenzione, per una volta, sulle risposte: sulla loro reale efficacia e sul rapporto tra politiche di sicurezza ed efficienza delle amministrazioni locali. Videosorveglianza, prossimità e sicurezza stradale sono state presentate e analizzate da più punti di vista offrendo un quadro per quanto possibile esauriente di potenzialità e vantaggi ma anche limiti e rischi.
- il Progetto C!VIVO, promosso dalla Fondazione CRT e sostenuto dalla Regione Piemonte. Obiettivo del progetto è fornire agli enti locali piemontesi occasioni di riflessione e strumenti per la progettazione e la realizzazione di politiche di sicurezza efficaci e coerenti con i bisogni dei cittadini. Il progetto si articola in quattro attività principali:
1. Sensibilizzare gli amministratori locali: per stimolarne la riflessione su politiche e interventi realizzati.
2. Ascoltare i bisogni, leggere le situazioni: per promuovere una riflessione critica sulle risposte possibili ai problemi di insicurezza.
3. Confrontare i punti di vista: attraverso 5 tavoli di discussione con esperti e attori locali, con l’obiettivo di analizzare e approfondire alcuni degli ambiti principali legati alla realizzazione di politiche di sicurezza.
4. Sostenere lo sviluppo di Patti Locali per la Sicurezza.
A dicembre 2007 è stato presentato il kit didattico “Ci vivo meglio - esperienze ludiche sulla sicurezza urbana” rivolto alle scuole primarie. (libro + guida per insegnanti + dvd)
- Ivrea partecipata. Sperimentazione di bilancio partecipato Comune di Ivrea,
Amapola ha svolto, in collaborazione con il Politecnico di Torino - Facoltà di Architettura, un’attività di consulenza per la sperimentazione del bilancio partecipato in due quartieri della città (San Giovanni e San Lorenzo), progettando e sviluppando l’attività di comunicazione e sensibilizzazione, l’attività di consultazione dei cittadini e un’attività didattica attraverso l’elaborazione e gestione di laboratori in alcune classi delle scuole elementari. (in corso).
- “Espacios publicos y cohesión social”. Nell’ambito del programma dell’Unione Europea Urb-Al, realizzato in partenariato con Comune di Torino, Comuni di Barcellona e Badalona (Spagna), ed enti locali in Brasile, Cile, Colombia, Perù, Uruguay.
Il progetto mira alla valorizzazione delle migliori soluzioni adottate per la riqualificazione di spazi pubblici e la promozione della coesione sociale. Allo stesso tempo, intende sviluppare le competenze dei funzionari pubblici che si occupano di politiche di sicurezza urbana a livello locale, attraverso lo scambio di esperienze e esercitazioni intorno ai casi studio più interessanti. (in corso)
- Convegno “Regioni, Province e Comuni: quale ruolo nelle politiche integrate di sicurezza urbana?” Regione Piemonte, Torino, giugno 2007
Amapola ha organizzato, per conto della Regione Piemonte, un convegno il cui obiettivo è stato quello di offrire un’occasione ad alto livello per fare il punto sui recenti sviluppi del dialogo tra Stato ed Enti locali, sul ruolo che le polizie locali sono chiamate a svolgere in questo nuovo quadro e sulle riforme legislative che si rendono necessarie.
Il progetto CO.ME. – Tutti i colori del Mercato, Parità di accesso al lavoro - un progetto Equal ammesso ma non finanziato per esaurimento dei fondi nella graduatoria dei progetti asse Occupabilità, ma rifinanziato con fondi regionali, è finalizzato all’inserimento occupazionale di persone non comunitarie, particolarmente deboli sul mercato del lavoro, che necessitano di interventi relativi sia ai servizi per l’occupabilità (domanda/offerta, orientamento, ecc.) sia di tipo socio-assistenziale (informazione, accoglienza, ecc.) con la predisposizione degli strumenti necessari per favorire tale inserimento.
La Provincia di Torino, referente del progetto, ha incaricato il partner CICSENE di partecipare all’implementazione di una rete di servizi integrati per l’inserimento lavorativo dei cittadini non comunitari, attraverso la progettazione di un modello integrato di servizi (definizione di un modello unico e condiviso che integri e coordini tutti i servizi necessari all’inserimento occupazionale e sociale dei cittadini immigrati sul territorio provinciale), la definizione delle procedure e degli standard di servizio per assicurare l’efficacia e l’efficienza del modello integrato, la messa a punto di un modello di accreditamento degli enti che sul territorio svolgono incrocio di domanda e offerta di lavoro a favore di cittadini immigrati, finalizzato all’accreditamento degli enti da parte della Provincia.
All’interno del progetto CO.ME. il Cicsene ha partecipato alla realizzazione di una Banca Dati delle risorse immigrate e delle richieste delle aziende, come primo strumento comune delle rete, attraverso l’identificazione di un software di gestione dell’incrocio domanda/offerta lavorativa in grado di garantire la consultazione di dati identificati attraverso “macro aree” professionali.
Il Cicsene, nella fase finale del progetto, ha svolto un ruolo di informazione e sensibilizzazione dei cittadini immigrati nell’ambito di azioni di microcredito avviate dal progetto e ha sostenuto l’attivazione di borse lavoro, attraverso convenzioni di formazione e orientamento tra la Provincia di Torino e Confartigianato Torino Servizi per le imprese.
CO.ME è stato un progetto di ricerca e approfondimento di temi legati all’inserimento lavorativo dei migranti, ed i risultati ottenuti sono stati diffusi attraverso un convegno.
L’indagine è stata rivolta a studiare come cambiano l’assetto e la vita dei quartieri circostanti alcune importanti stazioni ferroviarie italiane con la trasformazione delle stazioni medesime.
L’ISFORT ha incaricato il CICSENE di svolgere la parte riguardante Torino Porta Nuova descrivendo il cambiamento architettonico-urbanistico e nell’organizzazione delle funzioni e dei servizi di interesse locale; ricostruendo aspettative e timori nelle percezioni delle comunità locali; indicando suggerimenti operativi per promuovere iniziative di rigenerazione urbana connesse alla riqualificazione della stazione.
Per conto della Confservizi (Confesercenti) e della CCIAA di Torino e Provincia, il CICSENE ha svolto un’indagine con lo scopo generale di esplorare un possibile ruolo delle PMI commerciali nella riqualificazione urbana.
Sono stati discussi, tra l’altro, interventi – materiali e immateriali – su ambienti urbani storici e si è fornita una prima valutazione delle ricadute sul settore commerciale, anche attraverso la percezione degli imprenditori locali e l’indicazione delle loro proprie iniziative.
Progetto dell’European Centre for Work and Society. Studio sulla situazione delle comunità islamiche per l’identificazione di buone prassi relative al pari trattamento nei settori dell’impiego, dei servizi e dell’educazione. Ricerca sul campo (Torino e Porta Palazzo), raccolta dati, redazione del rapporto per conto della Città di Torino.
Il progetto, su incarico della Provincia di Torino e focalizzato sui 17 Comuni dell’area metropolitana torinese che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con la Prefettura, ha permesso di costruire un’immagine analitica dei problemi di insicurezza nel territorio sulla base di dati oggettivi e della percezione soggettiva dei cittadini, mettere a punto un quadro di riferimento dei fattori di rischio della situazione rilevata e pervenire ad ipotesi e proposte di intervento.
L’attività è stata condotta dal CICSENE avvalendosi della collaborazione organica del Gruppo Abele e del CIE.
Il CICSENE ha svolto, su incarico della Città di Torino, l’attività di informazione e di supporto alle iniziative imprenditoriali e di creazione d’impresa nel “quadrilatero” di San Salvario e nell’area di via Arquata in attuazione del decreto 225/1998 “Bersani” che concede contributi a fondo perduto alle piccole imprese.
L’attività è proseguita negli anni successivi nell'ambito del progetto Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario con l'erogazione di servizi gratuiti di consulenza ed accompagnamento alle imprese beneficiarie di contributi.
Il CICSENE è stato l'ideatore dell' Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario. Fino al 2003, il CICSENE si è posto – d’intesa e col contributo della Città di Torino (Settore Periferie) – come soggetto tecnico di sviluppo del territorio e ha animato un “Comitato di progetto” rappresentativo delle differenti realtà del quartiere (chiese, associazioni, comitati, scuole, imprese commerciali, artigianali e terziarie, servizi di pubblica utilità). Sono stati offerti gratuitamente al territorio servizi tecnici di sportello (negli ambiti sociale, habitat, imprese, immobiliare) e insieme con le forze vive del quartiere sono stati ideati progetti condivisi per la riqualificazione.
Nel luglio 2003 è stato costituito giuridicamente il comitato “Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario”, fondato da 12 soggetti della società civile locale, cui è quindi stato trasferito il potere decisionale; per statuto, fino al 2006, il CICSENE ne ha espresso il direttore, ed è stato incaricato della gestione tecnica delle attività.
Tra le numerose iniziative attuate ricordiamo:
- la redazione di un Piano di Qualificazione Urbana, volto a fornire occasioni di sviluppo per gli addensamenti del commercio;
- la realizzazione dei Percorsi tra verde e cultura, del festival San Salvario mon amour e Art Bubbles nonch é di varie attività nell’ambito de I portici di via Nizza. Scoprili, vivili, amali (Settore Promozione della Città di Torino);
- la redazione della Guida al Borgo di San Salvario e della Guida agli spazi per la cultura;
- la partecipazione al progetto Sul Tappeto Volante, per la qualificazione del sistema scolastico locale;
- le iniziative Cani istruiti marciapiedi puliti, per sensibilizzare i proprietari di cani, e Puliamo il mondo a San Salvario;
- lo studio di fattibilità di Convergente, una “Casa del Quartiere” contenente attività culturali e di utilità sociale, che ha portato all’identificazione degli ex bagni pubblici di via Morgari quale sede di un centro di animazione socioculturale;
- il dossier San Salvario, San Secondo, Piazza Carlo Felice: una fotografia dei quartieri a corona della Stazione Porta Nuova di Torino e la realizzazione del convegno Nuova Porta Nuova;
- lo sportello Infosicurezza e i progetti riguardanti la sicurezza urbana, in collaborazione con il Settore Periferie e il Comando della Polizia Municipale, anche ai sensi della L.R. 6/2004;
- l’accompagnamento tecnico e sociale ai Piani di Recupero decretati ai sensi della L. 457/1978 sull’area di via Nizza, anche attraverso il progetto provinciale Abitare la multiculturalità.
Su incarico della Città di Torino, il CICSENE ha svolto la progettazione di massima e la verifica tecnica, finanziaria ed operativa di 21 azioni per la riqualificazione del quartiere e loro composizione in un piano integrato. Gli interventi previsti abbracciano: attività culturali, sicurezza, servizi di quartiere, casa, spazio pubblico, formazione, lavoro autonomo. Lo studio di fattibilità è stato adottato programmaticamente dalla Giunta Comunale nel 1998.
Con il contributo della Città di Torino e della Commissione Europea, il CICSENE ha svolto un’analisi scientifica multidisciplinare della realtà di un quartiere descritto attraverso luoghi comuni e dove stavano esplodendo tensioni sociali. Nella pubblicazione Problematiche e opportunità di un “quartier Latin”. San Salvario, Torino, oltre a dati e interpretazioni, sono state suggerite alcune proposte di intervento.
Con il contributo della Città di Torino, il CICSENE ha svolto un’analisi scientifica multidisciplinare metodologicamente parallela a quella su San Salvario, realizzata anche per essere utilizzata come base per la redazione del Progetto Pilota Urbano GATE. Nella pubblicazione Un mercato e i suoi rioni. Studio sull'area di Porta Palazzo, Torino, oltre a dati e interpretazioni, sono state suggerite alcune proposte di intervento.
Dopo aver partecipato alla stesura del Progetto Pilota Urbano di riqualificazione dell’area di Porta Palazzo, finanziato dalla Commissione Europea, il CICSENE è stato incaricato dal Comitato Progetto Porta Palazzo (“The Gate”) di raccogliere elaborare e interpretare dati quantitativi e qualitativi per il monitoraggio e la valutazione tecnica e partecipata, e di animare e gestire – insieme con il partner ASSCOM – un «Forum di Accompagnamento» comprendente una cinquantina di soggetti rappresentativi del territorio.
Nel 2002 è stato presentato il rapporto finale che adempie al ruolo di offrire uno strumento di monitoraggio, al termine del periodo del Progetto Pilota Urbano, di quale sia stata la trasformazione del territorio di competenza di The Gate (Relazione sulle trasformazioni dell’area di Porta Palazzo 1996/2001).
Dal 2003 al 2007 il Cicsene ha continuato il lavoro per l’Agenzia di Sviluppo Locale di Porta Palazzo (the Gate) con la gestione di un osservatorio di indicatori urbani che ha il compito di raccogliere e interpretare dati quantitativi e qualitativi sulle trasformazioni in atto, relativamente all’area di pertinenza dell’Agenzia di Sviluppo Locale di Porta Palazzo.
Negli ultimi anni sono stati realizzati due rapporti: il primo, nel 2004, dal titolo Area di Porta Palazzo/Borgo Dora: trasformazioni socio demografiche ed economiche 2001-2003, il secondo nel 2005 dal titolo Stock abitativo e mercato immobiliare nell’area di Porta Palazzo, Borgo Dora, Quadrilatero Romano.
Nel mese di marzo 2005 Cicsene ha siglato una convenzione di partenariato in tema di scambi giovanili con il Segretariato di Stato per la Gioventù (Servizio Turismo culturale giovanile) del regno del Marocco, per la realizzazione di visite culturali di giovani italiani in Marocco e di giovani marocchini in Italia.
Prime realizzazioni della convenzione sono state le visite in Italia di due gruppi di giovani marocchini nelle estati 2005 e 2006.
L’azione è sostenuta dalla Compagnia di San Paolo.
Nel mese di marzo 2007 due classi quarte e una classe quinta del Liceo Scientifico Gobetti hanno effettuato una visita di istruzione in Marocco.
Approvato nel gennaio 2004 dal Parlamento nazionale, il nuovo Codice di famiglia marocchino consacra l'eguaglianza giuridica tra i sessi, prevedendo maggior libertà per le donne, pur senza contrapporsi allo spirito dell'Islam e alla cultura tradizionale della società marocchina. Il progetto “Donne in viaggio nel mondo che cambia”, finanziato in azioni complementari dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Torino e dal Comune di Torino, ha proposto attività di formazione, riflessione, aggiornamento e sensibilizzazione intorno al tema delle pari opportunità coniugato con quello dell’immigrazione.
Destinatari delle attività, diffuse sul territorio regionale piemontese, sono la comunità immigrata, gli operatori sociali, quelli del mondo della scuola e la società civile in genere.
Oltre agli incontri di formazione, tra le azioni realizzate si segnalano la diffusione di una brochure informativa bilingue (arabo/italiano), la pubblicazione di documentazione e approfondimento, l’organizzazione di un seminario regionale e di un convegno sul tema delle pari opportunità nello spazio euromediterraneo.
Realizzato in collaborazione e con il finanziamento del Coordinamento Comuni per la Pace della Provincia di Torino, il progetto prevede la sensibilizzazione sul tema del conflitto israelo-palestinese e l’avvio di scambi scolastici con Istituti della Striscia di Gaza.
Nel novembre 2003 una delegazione di insegnanti palestinesi ha visitato i comuni e le scuole italiane coinvolte, incontrando studenti, docenti, cittadini.
Pianeta Possibile accoglie, in convenzione con enti diversi, studenti che desiderino completare il proprio percorso formativo con un’esperienza di stage nel campo dell’educazione interculturale.
Le principali convenzioni di stage attive sono stipulate con:
- la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Catania
- la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Torino
- la Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Torino
- Il Consorzio EuroQualità di Torino
Cicsene propone laboratori di educazione interculturale per le classi e i gruppi giovanili, per fasce d'età comprese tra la scuola materna e la scuola superiore.
I temi proposti comprendono: squilibri tra Nord e Sud del mondo; la risorsa acqua; fiabe, culture e musiche del mondo; le religioni abramitiche; migrazioni; il Maghreb; il conflitto israelo-palestinese; letteratura della migrazione; il ruolo dei media nella società interculturale.
Attività d’approfondimento individualizzate sono concordate con gli educatori.
Le proposte didattiche di Pianeta Possibile sono inserite nella programmazione della Global Education Week promossa dal Consiglio d'Europa; di Crescere in Pace, promosso dal Co.Co.Pa. della provincia di Torino; di Caleidoscopio e dei Ragazzi del 2006, promossi dal Comune di Torino.
Cicsene realizza percorsi di formazione per insegnanti e operatori socioculturali sui temi dell'educazione interculturale, delle questioni migratorie e dell’integrazione socioculturale.
Il Cicsene è stato individuato come il soggetto conduttore del Forum Giovani attivato presso la Circoscrizione IV di Torino, iniziativa realizzata entro il più ampio quadro di Forum Giovanili promossi dalla città di Torino in alcune delle sue Circoscrizioni. Obiettivo principale di tale progetto, rivolto a giovani tra i 16 e i 20 anni, è stato il favorire la crescita dei giovani stessi fornendo loro, concretamente, uno spazio decisionale capace di portarli a confrontarsi autonomamente su tematiche di rilievo sociale e culturale.
Il Forum si è particolarmente focalizzato sul tema ambientale, più specificatamente sul tema dei rifiuti.
A conclusione di tale percorso la compagnia teatrale Itineraria ha messo in scena il suo spettacolo teatrale “Q.B. Quanto Basta – Stili di vita per un futuro equo”, spettacolo dai contenuti coerenti con le riflessioni emerse e con i temi trattati, occasione per poter condividere in modo dinamico, curioso, culturalmente ed artisticamente stimolante le considerazioni nate durante gli incontri precedenti, offrendo peraltro anche alla società civile locale un momento di incontro e di riflessione su temi delicati ed importanti per il futuro del mondo.
In collaborazione con l’associazione culturale Il Nostro Pianeta e con Crab, Cicsene ha realizzato nell’anno scolastico 2008-2009 il progetto “Da Pari a Pari”, approvato dalla Provincia di Torino, con la partecipazione finanziaria della Regione Piemonte.
Sono partner di “Da pari a pari” l’Istituto Tecnico Industriale Casale, l’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali, Turistici e Sociali Lagrange, l’Istituto Tecnico Industriale Statale Peano, il Liceo Scientifico Gobetti e il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà.
Il progetto ha in primo luogo rivolto alle scuole secondarie di secondo grado della Città di Torino un servizio gratuito di consulenza individualizzata sui temi dell’inserimento scolastico degli allievi non madrelingua, dal punto di vista sia burocratico, sia relazionale, sia didattico-educativo.
Ha inoltre realizzato un’esperienza interna alla realtà scolastica, valorizzando il ruolo dello studente, formato attraverso la tecnica del peer tutoring, in un percorso personale e di gruppo: attraverso la valorizzazione del ruolo degli stessi studenti, si è voluto promuovere il compito di “mediatore pari” nel delicato processo di inserimento dei ragazzi immigrati nella scuola, facilitando il rapporto tra insegnanti e allievi stranieri non-inseriti e favorendo pari opportunità di successo formativo per tutti i ragazzi. In questa seconda azione sono stati coinvolte 12 scuole e 40 studenti di 10 differenti nazionalità.
Il progetto, approvato dalla Provincia di Torino, con la partecipazione finanziaria della Regione Piemonte, ha ampliato l’esperienza di sostegno alle scuole secondarie di secondo grado nei processi di integrazione degli studenti stranieri, condotta nel capoluogo, a tre aree della Provincia di Torino (1. Ivrea, Eporediese e Alto Canavese; 2. Pinerolese; 3. Settimo, Brandizzo Chivasso).
Il progetto, realizzato in collaborazione con l’associazione Il Nostro Pianeta, Crab e ASAI, ha inteso favorire l’inclusione sociale dei giovani di seconda generazione, contribuendo alla progettazione e gestione di politiche di inclusione sociale
. Si è posto come obiettivi specifici favorire il riconoscimento della diversità culturale; sviluppare percorsi di approfondimento e dialogo interculturale; combattere possibili elementi di preoccupazione e di deriva rilevati nel processo di integrazione; sviluppare modelli e aree di lavoro con le seconde generazioni e di queste con coetanei italiani coinvolgendo istituzioni pubbliche, famiglie, sistema formativo e dell’istruzione, associazionismo; introdurre sinergie con progetti volti a promuovere il successo scolastico degli allievi non italofoni.
Si sono realizzati nelle tre aree target percorsi formativi e di socializzazione per gli adolescenti coinvolti, nonché azioni di consulenza e supporto alle scuole.
Si è infine organizzato il convegno “Seconde generazioni: cuore di una cittadinanza inclusiva”, tenutosi il 5 marzo 2009 presso l'Istituto Avogadro a Torino, che ha proposto un’occasione seminariale di scambio tra gli operatori che, con il finanziamento della provincia di Torino, operano per l’inclusione dei giovani immigrati e ha messo a confronto, in una seduta aperta al pubblico, l’esperienza italiana sul tema dell’attenzione alle seconde generazioni con quelle spagnola e francese.
Il progetto è stato ideato in risposta alle esigenze specifiche emerse dal progetto Fare rete per non fare muro – suo diretto antecedente - con l’obiettivo di sostenere la genitorialità dei migranti che hanno figli inseriti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado torinesi, facilitando il loro rapporto con la scuola e favorendo pari opportunità di successo formativo per i ragazzi.
Al fine di offrire ai genitori immigrati la possibilità concreta di conoscere nel dettaglio il sistema scolastico italiano, nel quale sono inserite le carriere formative dei figli, e di fornire gli strumenti per scelte meditate e consapevoli rispetto al loro futuro, il progetto ha provveduto a ristampare e diffondere il libretto Orientiamo il nostro futuro: vademecum per genitori e figli, aggiornato e tradotto in dieci lingue: albanese, arabo, cinese, inglese, francese, filippino, portoghese, romeno, russo, spagnolo.
Per favorire un corretto dialogo scuola-famiglia, il progetto ha agito anche sul fronte scuola, attivando un corso di formazione per gli insegnanti referenti per gli allievi stranieri delle scuole secondarie di primo grado sui temi dell’inserimento, dell’orientamento e dei sistemi scolastici di provenienza e prevedendo la disponibilità di consulenze on-line e personali attraverso un servizio di sportello per insegnanti, studenti e per le loro famiglie, gestito in collaborazione con il Cosp.
Con la collaborazione dei partners, Cicsene si è infine attivato a supporto del personale delle segreterie procedendo alla traduzione in albanese, arabo, cinese, francese, inglese, portoghese, romeno, russo, spagnolo di una selezione della modulistica comunemente utilizzata nelle scuole. Il progetto è stato promosso da Cicsene con il sostegno della Provincia di Torino, in collaborazione con la Scuola Secondaria di I grado Via Santhià, la Scuola Secondaria di I grado M. Mazzarello, la Scuola Secondaria di I grado Croce Morelli, l’Istituto Comprensivo A. Manzoni, l’I.T.S.C Vera e Libera Arduino, il Liceo Scientifico Statale Piero Gobetti, il Cosp - Centro di Orientamento Scolastico e Professionale e le Biblioteche Civiche Torinesi.
Il progetto promosso da Cicsene - Pianeta Possibile, ha avuto il sostegno della Compagnia di San Paolo, nell’ambito del Bando “Immigrati nuovi cittadini” (Protocollo d’Intesa Compagnia di San Paolo - Città di Torino in materia di immigrazione, integrazione e interculturalità).
Studenti e cittadini. Un ponte di servizi, creatività e impegno giovanile tra la scuola di oggi e la città di domani ha offerto a tutte le scuole secondarie di secondo grado torinesi un servizio continuativo di sostegno allo sforzo di integrazione e al percorso di cittadinanza degli studenti di origine immigrata.
Attraverso attività di sportello, consulenza on-line e distribuzione di materiali e software specifici per il supporto all’inserimento scolastico, Pianeta Possibile ha messo a disposizione di tutti gli Istituti le competenze di una rete di esperti, da anni operanti su questi temi sia in Italia, sia nei paesi di provenienza delle comunità immigrate.
Nucleo del progetto è stata Area Scuola, un servizio continuo di consulenza personalizzata, in tema di inserimento scolastico degli allievi immigrati, che Cicsene – Pianeta Possibile ha attivato e rivolto a tutti coloro che operano nella scuola, i.e. insegnanti e dirigenti scolastici, segreterie scolastiche, studenti italiani e non, studenti appena arrivati in Italia, famiglie dei ragazzi immigrati.
Sono stati organizzati incontri informativi destinati a scuole e associazioni al fine di creare occasioni di dialogo e di confronto sui temi dell’inserimento scolastico, dell’adolescenza in terra di migrazione, della genitorialità dei migranti, dei ricongiungimenti e della normativa scolastica; sono stati avviati percorsi di formazione sulle tecniche di mediazione e di peer education attraverso varie iniziative rivolte a specifici gruppi di giovani studenti, italiani e non. Si è avviato un gruppo di peer educators affinché – dopo una specifica formazione – affiancassero nel corso dell’anno scolastico gli insegnanti referenti nelle varie fasi di sostegno all’inserimento degli studenti immigrati: accoglienza, spiegazione delle regole sociali scolastiche, dell’organizzazione dello studio, della valutazione, dei modi di intendere il rapporto studente-docente, della gestione degli spazi dello studio individuale.
Cicsene – Pianeta Possibile è stato partner italiano del progetto Intercultural exchanges for equal opportunities promosso da Ance Hellas – Grecia e sostenuto dalla Fondazione Anna Lindh.
Nel quadro del progetto è stata costituita una rete euromediterranea per le pari opportunità a cui hanno aderito associazioni italiane, greche, marocchine, egiziane e turche, con l’obiettivo di favorire lo scambio di informazioni e di buone pratiche tra organizzazioni che operano sul bacino euromediterraneo in tema di pari opportunità di genere.
La rete si è riunita per la prima volta in occasione del workshop “Project Cycle Management and Advocacy on equal opportunities” organizzato nell’ambito dello stesso progetto e svoltosi ad Atene dal 22 settembre al 3 ottobre 2007.
Cicsene – in qualità di capofila della rete italiana – ha presentato pubblicamente il progetto e la rete euromediterranea per le pari opportunità nel corso di una conferenza svoltasi a Torino nel mese di ottobre 2007 e ha partecipato attivamente ai forum sul sito del progetto, moderando una discussione specifica sul tema “Gender perspective in migration”. Il progetto si è concluso nel mese di aprile 2008 con un confronto diretto euromediterraneo in occasione della Conferenza Internazionale del Cairo, nel corso della quale ciascun paese partner ha presentato due campagne di informazione e sensibilizzazione realizzate in tema di donne e pari opportunità.
Il progetto Ri-trovarsi in Italia, promosso da Cicsene con il sostegno della Regione Piemonte, ha sperimentato un servizio capace di sostenere lo sforzo di integrazione e il percorso di inserimento socioculturale dei cittadini di origine immigrata nella fase dei ricongiungimenti familiari.
Nell’ambito del progetto si sono realizzati: un servizio di sportello volto a informare e sostenere famiglie e operatori coinvolti in progetti di ricongiungimento; uno specifico servizio di orientamento; formazione e aggiornamento per gli insegnanti; incontri e percorsi formativi di sostegno alla genitorialità e gruppi di mutuo aiuto per genitori immigrati di ragazzi adolescenti scolarizzati; interventi di sostegno scolastico e attività di socializzazione per i ragazzi; percorsi di formazione rivolti a giovani studenti stranieri e italiani della scuola superiore, per creare in ogni scuola coinvolta figure competenti (peer tutors) in grado di affiancare gli insegnanti nelle varie fasi di sostegno all’inserimento degli studenti immigrati; pubblicazioni (dal titolo “Ri-trovarsi in Italia”), pubblicati in sette lingue e in due versioni, una per i genitori ed una per gli studenti, quale sostegno alle famiglie nella fase di ricongiungimento familiare.
Progetto di scambio, comunicazione a distanza, progettazione artistica comune tra giovani di Torino, Gaza, Ramallah e Haifa intorno ai temi della cittadinanza globale, della storia condivisa, dell'esperienza dei diritti umani.
Finanziato dalla Commissione Europea, il progetto si è svolto in collaborazione con il Settore Cooperazione internazionale e Pace del Comune di Torino e con la Città di Gaza.
Il progetto ha preso avvio nel marzo 2006, a Torino, dove si è svolto un seminario teatrale sui temi del dialogo interculturale e dell’educazione alla pace, che ha coinvolto esperti italiani di teatro d’animazione e del teatro ragazzi e giovani attori e studenti delle città di Gaza, Haifa, Ramallah e Torino.
Il laboratorio teatrale, che è proseguito autonomamente in ognuna della quattro città partecipanti al progetto, ha poi sviluppato e portato avanti in maniera originale i temi del riconoscimento e dell’accoglienza della diversità e dell’identità altrui, emersi dal seminario torinese.
Grazie al partenariato di AGITA, delegazioni dei gruppi partner delle quattro città hanno presentato il lavoro svolto alla Settimana Azzurra di Marinando, festival teatrale dedicato alle scuole italiane e del Mediterraneo svoltosi a Ostuni nel settembre 2006.
L’iter del progetto, interamente documentato con l’uso della ripresa video che, in alcuni casi, è diventata parte integrante del lavoro artistico, è raccolto nel DVD “The Other’s Role”.
Il progetto è vincitore del premio World Aware Education Award 2006, assegnato dal Centro Nord Sud del Consiglio d’Europa «per l’eccellente livello del suo lavoro di rete, per la qualità del partenariato e del coordinamento nell’ambito dello sviluppo dell’educazione interculturale».
Progetto di sostegno all’inclusione scolastica di studenti di origine immigrata, realizzato con il sostegno della Provincia di Torino e in collaborazione con l'ITCS Arduino, il Liceo Scientifico Gobetti, CTP Gabelli e Fieri.
Nell’ambito del progetto è stato pubblicato Orientiamo il nostro futuro: vademecum per genitori e figli, libretto multilingue sul sistema scolastico italiano, destinato alle famiglie straniere di allievi di terza media prossimi a scegliere come continuare gli studi (tre versioni: arabo/ spagnolo; romeno/ portoghese; cinese/ albanese).
Fare rete per non fare muro ha inoltre avviato, nel periodo delle vacanze natalizie, un servizio di sostegno scolastico rivolto agli studenti stranieri del biennio di scuola superiore degli istituti partner, offrendo corsi di recupero in materie quali italiano, latino, matematica, fisica, inglese, diritto ed economia aziendale.
Il progetto ha proposto infine interventi formativi rivolti a tutti gli insegnanti referenti per l'inserimento degli studenti stranieri degli istituti superiori torinesi, al fine di approfondire tematiche interculturali e fornire competenze utili per l’impegno quotidiano nel seguire il percorso scolastico degli studenti stranieri.
Cicsene è stato partner del progetto “Patrimonio culturale e sviluppo sostenibile delle città storiche dell’Asia. Salvaguardia delle tradizioni e delle antiche conoscenze per promuovere lo sviluppo urbano”, promosso da ASIA Onlus e co-finanziato dalla Commissione Europea.
Le città asiatiche e realtà come quella di Lhasa, la capitale del Tibet, si trovano ad affrontare complesse sfide di cambiamento che rischiano di compromettere il futuro di civiltà antiche e complesse che hanno espresso nella forma e nell’architettura urbana una cultura notevole e originale, la cui scomparsa rappresenterebbe una grave perdita per il mondo intero.
Il progetto è diretto a promuovere la consapevolezza nell’opinione pubblica dell’importanza del patrimonio culturale tibetano come elemento per lo sviluppo sostenibile, per la preservazione e il miglioramento della qualità di vita nell’ambiente urbano, e per il generale benessere socio-economico delle comunità e degli individui, nel Nord e nel Sud del mondo.
Cicsene ha realizzato laboratori di educazione interculturale finalizzati a promuovere la conoscenza di alcuni elementi caratteristici della cultura tibetana, in particolare dell’arte, dell’architettura e della spiritualità.
Il progetto, finanziato dalla Regione Piemonte – Assessorato al Welfare e Lavoro e promosso da Cicsene con la collaborazione di Comitato Oltre il razzismo, Asai, Sanabil, Doposcuola Ferrini, COSP, si è sviluppato dalla considerazione che per favorire processi d’inclusione, dunque di coesione sociale, sia opportuno impegnare politiche del territorio sulle seconde generazioni d’immigrati.
Ritenendo che la scuola e la famiglia siano veramente istituzioni mediatrici, ha proposto una progettualità che attribuisce alla scuola superiore un ruolo decisivo di elaborazione e sperimentazione, sia nei confronti degli allievi e degli insegnanti, sia nei confronti delle famiglie immigrate.
Obiettivo del progetto è stato contribuire alle pari opportunità di successo nella formazione e nell’istruzione per gli studenti di origine non italiana, con attenzione sia alle necessità dei ragazzi di recente immigrazione, sia ai bisogni delle seconde generazioni inserite nella scuola superiore. Le azioni del progetto hanno sostenuto studenti e famiglie, con un’impostazione complementare a quanto avviato attraverso il sostegno allo studio dell’italiano per studiare.
Il progetto ha previsto incontri informativi di orientamento per genitori immigrati con figli frequentanti la classe seconda e terza media, azioni e percorsi di sostegno alla genitorialità rivolti a genitori immigrati di ragazzi adolescenti scolarizzati, sostegno alle attività di studio e di socializzazione degli studenti.
Gli incontri hanno previsto la presenza di insegnanti italiani e giovani interpreti di lingua (romeno / albanese / cinese / arabo dialettale / portoghese / filippino / spagnolo), già allievi di scuole superiori in Italia.
Promosso dal Settore Servizi Socio-assistenziali del Comune di Torino e condotto in partenariato con il Consorzio Imprese Cooperative Sociali ICS, il progetto ha previsto l’accompagnamento di percorsi di ritorno nelle città e nei villaggi di provenienza in Marocco (segnatamente a Casablanca e nella provincia di Khouribga) per bambini e ragazzi minori marocchini emigrati soli a Torino e per i quali si siano rilevate le condizioni per un positivo reinserimento nella realtà familiare e sociale d’origine. Le azioni sono state condotte con il coinvolgimento della struttura locale del settore Pianeta Possibile e di istituzioni e associazioni marocchine; i percorsi personalizzati di reinserimento e di supporto alle famiglie d’origine si sono svolte in un più ampio quadro progettuale di cooperazione decentrata e sviluppo locale, comprendente azioni di sostegno alla scolarizzazione, di promozione del reddito, di formazione e sensibilizzazione
Pianeta Possibile è consulente di Enac Emilia Romagna nell’elaborazione e nella realizzazione di percorsi formativi in ambito interculturale. Ha tra l’altro partecipato al gruppo di lavoro volto alla progettazione della formazione integrata per studenti e insegnanti del Liceo Sociale Canossa di Fidenza, seguendo l’educazione interculturale per le classi implicate e accompagnando studenti e insegnanti in un percorso di scambio scolastico con la Tunisia che ha coinvolto anche l’Istituto Chieppi di Parma.
Cicsene, attraverso il settore Pianeta Possibile, ha realizzato nel mese di Novembre 2003, con il sostegno dell’Unione Europea e del Comune di Torino, un seminario che ha riunito a Torino i rappresentanti di diciotto associazioni giovanili italiane, europee e dei paesi del Mediterraneo, con le quali Cicsene - Pianeta Possibile ha stabilito partenariati, per la comune riflessione sui temi dello scambio giovanile. I partecipanti si sono confrontati e hanno discusso di politiche giovanili atte a costruire percorsi di cittadinanza attiva nei paesi partecipanti, affacciati alle due sponde del Mediterraneo, con il concreto obiettivo della costruzione di nuovi progetti comuni. Attenzione specifica del seminario è stata proprio la cultura dello scambio giovanile, come strumento per promuovere la partecipazione - in particolare di donne e disabili - alla cittadinanza attiva.
Hanno partecipato all'iniziativa associazioni di Marocco, Tunisia, Egitto, Palestina, Israele, Turchia, Italia, Belgio, Spagna.
Il progetto, co-finanziato dal Comune di Torino - Settore Cooperazione Internazionale e Pace attraverso il Bando di concorso di idee per la presentazione di progetti di sensibilizzazione alla cultura di pace - anno 2002, ha offerto a bambini e giovani torinesi occasioni di conoscenza e informazione sui temi del conflitto e della pace, attraverso l'acquisizione di nuovi strumenti interpretativi e attraverso la ricerca di soluzioni non violente.
Il progetto ha previsto lo scambio tra classi torinesi delle scuole elementari "Allievo" e "Gabelli" e classi di scuole partner in Egitto (S. Lwanga Center for Basic Education, che al Cairo accoglie profughi sudanesi) e in Senegal (Touba Peycouk); un percorso di formazione sul tema dell'educazione alla pace per educatori AGESCI per l’individuazione e la coprogettazione di strumenti formativi nel contesto scout, resi fruibili attraverso la pubblicazione di un libretto; incontri di animazione interculturale con studenti stranieri di recente inserimento nella scuola superiore.
Il progetto, finanziato dal Comune di Torino, ha previsto presso l’Istituto Magistrale Statale “Regina Margherita” di Torino la programmazione con i docenti di attività di educazione alla pace, inserite nella programmazione curricolare, e la realizzazione di interventi nelle classi del Liceo serale delle Scienze sociali.
Bridges through Arts è un progetto di scambio Gioventù Euromed che ha coinvolto giovani (18 - 26enni) tedeschi, israeliani, ciprioti e italiani.
I giovani coinvolti hanno realizzato comuni esperienze artistiche, attraverso workshops e seminari di diversa tipologia (pittura, musica, teatro, arti plastiche e multimediali); hanno preparato performances ed esibizioni; hanno sostenuto dibattiti sull'essere giovani in Europa e nel Mediterraneo oggi, sull'impegno dei giovani nelle rispettive società, sulla loro visione dell'Europa.
Nel 2003 sede dell’esperienza è stata Lipsia (Germania), nel 2004 Cipro.
Cicsene, attraverso il settore Pianeta Possibile, ha collaborato con il Laboratorio Islam del Meic di Torino per la realizzazione del progetto “Torino la mia città”, che propone percorsi di cittadinanza per donne maghrebine immigrate.
Pianeta Possibile è stato responsabile per l’Italia di Education for Global Citizenship, progetto pilota che si è sviluppato tra il 2003 e il 2006, finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del Programma "Co-finanziamento a ONG europee – attività di sensibilizzazione ai temi dello sviluppo", DG EuropeAid, e – in Italia – dalla Compagnia di San Paolo.
I paesi partecipanti al progetto sono stati l’Austria, il Camerun, il Cile, l’Italia e l’Olanda. In ciascun paese sono state coinvolte cinque scuole superiori, coordinate da un'organizzazione a livello nazionale.
Obiettivi del progetto sono stati l’avvio di nuove esperienze di educazione interculturale nella scuola, attraverso lo scambio e la cooperazione internazionale, e lo sviluppo di nuove metodologie e strumenti da utilizzare nei programmi didattici della scuola superiore.
Cicsene ha collaborato con più di venti Istituti Superiori di diverse province siciliane alla realizzazione di progetti, finanziati dalla Regione Sicilia, volti a favorire l’internazionalizzazione dell’economia siciliana attraverso azioni di formazione nella scuola. Cicsene ha curato la formazione delle classi relativamente ai temi della relazione interculturale e della conoscenza dei paesi del Nord Africa la produzione dei relativi materiali didattici, l’organizzazione di stage formativi in Tunisia, Marocco, Egitto e il tutoring degli studenti durante la loro permanenza all’estero.
Il settore Pianeta Possibile è stato insignito del premio World Aware Education Award 2002, promosso dal Centro Nord Sud del Consiglio d’Europa, dal National Committee for Development Education e dal National Committee for International Cooperation and Sustainable Development, per l’eccellenza del lavoro di rete e per la qualità del partenariato e del coordinamento nello sviluppo dell’educazione interculturale. La cerimonia di premiazione si è svolta a Brno (Repubblica Ceca) il 12 aprile 2003.
Il progetto, realizzato con il contributo della Provincia di Torino, prevede l’organizzazione di un servizio di volontariato per il supporto nell’accoglienza degli studenti stranieri, che, provenendo da sistemi formativi diversi da quello italiano, sono inseriti in classi di nove scuole superiori torinesi.
Si è inoltre annualmente aggiornata, pubblicata e diffusa la Rubrica Immigrazione, cooperazione internazionale ed educazione interculturale a Torino e Provincia, una guida ai servizi per immigrati - associazioni, enti, scuole, servizi vari che nei modi più diversi s’interessino ai temi dell’immigrazione – presenti sul territorio della provincia di Torino.
Pianeta Possibile ha collaborato con Bimed e Provincia di Salerno alla realizzazione delle edizioni 2001 e 2002 della manifestazione Exposcuola, fornendo consulenza progettuale, formazione per lo staff organizzativo e organizzazione di eventi.
Cicsene, attraverso il settore Pianeta Possibile, ha curato per la Regione Piemonte la diffusione dell’informazione e l’orientamento dei giovani relativamente al programma europeo Gioventù Euromed.
Il progetto ha previsto l’attivazione di uno sportello informativo per i giovani e le associazioni interessate al programma, la consulenza, il servizio di accompagnamento e l’assistenza tecnica nell'elaborazione di progetti, la ricerca di partners.
Cicsene ha inoltre progettato e realizzato cicli di seminari di sensibilizzazione al Programma dell'Unione Europea Gioventù - Euromed nelle province piemontesi, volti alla diffusione delle opportunità di mobilità euromediterranea offerte dall'Unione Europea ai giovani.
Il progetto, finanziato dal comune di Alba e da altre realtà locali, ha inteso attivare servizi e iniziative a carattere interculturale finalizzate a migliorare l'integrazione dei cittadini di origine non italiana nella realtà socio-culturale di Alba e a favorire l'inserimento dei minori stranieri nel contesto scolastico di Alba e del suo circondario. In alcune azioni ha coinvolto anche la zona di Bra - ha previsto tra l’altro:
a) la creazione di uno scaffale multietnico all'interno della Biblioteca Civica "Giovanni Ferrero" di Alba
b) l'allestimento di uno specifico spazio (la “stanza dei mondi”) per la fruizione da parte degli studenti di percorsi di educazione interculturale
c) l’attivazione di laboratori didattici
d) la formazione di insegnanti e operatori socioculturali
Pianeta Possibile è stato referente italiano del Centro Nord Sud del Consiglio d’Europa per la Settimana dell’Educazione Interculturale (Global Education Week), che ogni anno in novembre propone iniziative educative e di sensibilizzazione alla cittadinanza attiva.
Cicsene, attraverso il settore Pianeta Possibile, si è impegnato nella realizzazione di scambi scolastici tra scuole italiane (dalle materne alle superiori) e scuole dei Paesi del Sud del mondo, con mobilità o a distanza.
In collaborazione con scuole ed enti locali, Pianeta Possibile ha realizzato scambi con scuole in Senegal, Burkina Faso, Camerun, Eritrea, Marocco, Tunisia, Egitto, Israele, Palestina, Bosnia Erzegovina.
Il fenomeno migratorio che ri-unisce le due sponde del Mediterraneo sollecita trasformazioni sociali e culturali, non sempre facili da comprendere e governare. Cuore di una cittadinanza euromediterranea inclusiva è il tema delle pari opportunità. Il convegno, realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo e il contributo della Regione Piemonte, ha proposto al pubblico di operatori socioculturali una riflessione intorno all'aspetto cruciale dell'inserimento scolastico e sociale dei giovani immigrati in Italia e in Europa e ha dato voce al significativo percorso di innovazione che il Marocco sta affrontando.
All’iniziativa hanno collaborato ANPAS, Formazione 80, Comitato Oltre il Razzismo, FIERI, IMED, MEIC e Paralleli.
Il progetto, finanziato dalla Regione Piemonte e promosso dal COP (Consorzio delle Ong del Piemonte) con capofila Cicsene e enti partner le ong Aibi, Iscos, Rete e ProgettoMondoMlal, intende agire a Khouribga, in Marocco, sulla spirale disoccupazione/povertà/emigrazione e si articola in tre principali linee di intervento.
1. Dal lavoro informale al lavoro formale.
2. Cooperazione e migrazione
3. L’impegno piemontese in Marocco: tavolo di lavoro
Il progetto propone azioni volte a favorire l’imprenditorialità e il lavoro femminile dignitoso, regolare e redditizio, in particolare realizzando percorsi di formazione nei settori della ristorazione e della tessitura. Inoltre esso realizza un complesso di interventi di orientamento, formazione e sensibilizzazione, in Marocco e in Piemonte, finalizzati a favorire scelte migratorie consapevoli e a sostenere una migrazione circolare e qualificante tra le due aree. Ad accompagnare questi interventi, alla luce delle numerose esperienze e dell’impegno della cooperazione piemontese in Marocco, il progetto propone la creazione di un percorso di confronto e riflessione tra i soggetti piemontesi portatori di esperienze e interessi nell’area
Il progetto intende favorire il mantenimento di stabili relazioni istituzionali tra le città gemellate di Torino e Gaza, attraverso azioni di supporto e realizzazioni comuni.
In particolare, prevede l’accompagnamento alla realizzazione a Gaza del Centro Polivalente East El Nasser e l’avvio delle attività del Centro Polivalente attraverso la realizzazione di un’azione pilota, con particolare riferimento alla condizione femminile e al coinvolgimento della comunità locale.
Marocains en formation entre deux rives ha realizzato un insieme di progetti volti a sostenere la formazione professionale nei mestieri dell'idraulica e dell'elettricità di giovani artigiani attivi - nel settore cosiddetto informale - nelle periferie popolari di Casablanca, ad oggi uno dei maggiori bacini d’emigrazione verso il Piemonte.
Le opportunità formative offerte hanno migliorato la professionalità degli artigiani coinvolti e le loro prospettive di lavoro degno, legale ed equamente remunerato.
Il 78% dei formati ha raggiunto l’obiettivo, al termine dell’articolato percorso formativo, di un qualificato nel mondo del lavoro.
I progetti Marocains en formation entre deux rives sono stati presentati dal Consorzio Euroqualità, di cui Cicsene è parte, al finanziamento del Bando pubblico della Regione Piemonte per la presentazione di progetti di formazione per cittadini extracomunitari da realizzare nei rispettivi paesi di origine - anno 2006.
Sono stati realizzati a Casablanca (nel quartiere di Sidi Bernoussi) con il partenariato dell'associazione marocchina CICSN.
Cicsene ha sostenuto il progetto Dar Lamaalem, promosso dall’associazione di diritto marocchino CICSN (Centre Centre International Cooperation Sud-Nord) con cui ha una convenzione di partenariato, e finanziato al 40% dalla Wilaya du Grand Casablanca nel quadro dell’Iniziativa Nazionale per lo Sviluppo Umano.
Il progetto ha previsto la creazione e l’attività a Sidi Bernoussi, quartiere popolare della periferia casablanchese, di una Casa dell’Artigiano volta a promuovere e accompagnare l’uscita degli artigiani locali dal lavoro nero: una vera e propria struttura di servizio per artigiani del settore informale e donne capo-famiglia, avente come obiettivo la formazione professionale, la creazione d’impiego, la promozione della dignità dei lavoratori, in particolare nei settori dell’edilizia e della ristorazione.
Il progetto ha curato il rafforzamento delle capacità dell’associazione CICSN (Casablanca, Marocco) e dei suoi partners locali nella realizzazione del progetto Dar Lamaalem, affinché potessero divenire in rete attori di sviluppo locale. ha accompagnato la messa in opera di progetti pilota di sviluppo socioeconomico e di lotta all'esclusione sociale, al fine di accrescerne la ricaduta positiva sui beneficiari e di capitalizzare l'expertise sviluppata in loco.
Ha partecipato alle azioni di formazione previste l'Università Hassan II Aïn Chock di Casablanca.
L’iniziativa è stata finanziata dalla Cooperazione allo sviluppo italiana, attraverso il Programma di sostegno alla società civile nel quadro dell'Iniziativa nazionale di sviluppo umano (Pasc-Indh), la cui esecuzione è stata affidata al Pnud.
Il progetto, condotto in partenariato con l’associazione APPSDS (Khouribga, Marocco), ha sostenuto un processo locale di capacity building, a livello tanto istituzionale quanto di società civile, di riflessione e azione finalizzate all’inserimento sociale dei disabili.
L’iniziativa è stata finanziata dalla Cooperazione allo sviluppo italiana, attraverso il Programma di sostegno alla società civile nel quadro dell'Iniziativa nazionale di sviluppo umano (Pasc-Indh), la cui esecuzione è stata affidata al Pnud.
Il progetto, cofinanziato dalla Regione Piemonte – Settore Affari Internazionali e Comunitari, è stato realizzato da Cicsene in collaborazione con l’associazione marocchina CICSN, Confcooperative Torino, l’Agenzia di Sviluppo Locale di San Salvario e il Progetto Porta Palazzo -The Gate, con l’obiettivo promuovere l’impiego femminile e l’emersione dal lavoro nero nelle periferie popolari di Casablanca, ad oggi uno dei maggiori bacini d’emigrazione verso il Piemonte.
Il progetto ha inteso migliorare le condizioni socio-economiche di 15 donne, in particolare donne sole con figli a carico, attive informalmente nel settore della ristorazione, attraverso la formazione professionale e l’accompagnamento alla creazione d’impresa. Ha contribuito allo scopo l’apporto in competenze che la comunità marocchina immigrata a Torino, mobilizzata dall’Agenzia di Sviluppo Locale di San Salvario e da The Gate, ha messo a disposizione e il contributo in esperienza di creazione di impresa cooperativa di Confcooperative. Il progetto ha avuto infine un importante coté di sensibilizzazione, volto a incoraggiare l’impegno e la partecipazione della comunità locale, in particolare attraverso il coinvolgimento del tessuto associativo dei quartieri di Casablanca in cui l’azione si è svolta, e nei quali CICSN ha assunto un ruolo di catalizzatore di sviluppo locale.
Il progetto, condotto congiuntamente con Confartigianato Imprese Torino, ha coinvolto imprenditori artigiani della categoria Arti Ausiliarie delle Professioni Sanitarie nella sperimentazione di forme di cooperazione internazionale (Piemonte e Marocco) finalizzate a migliorare le condizioni di vita dei disabili marocchini. Il progetto ha inteso inoltre accrescere e diversificare le opportunità di sviluppo di imprese artigiane piemontesi, orientando la loro professionalità verso attività complementari di cooperazione internazionale e aiuto allo sviluppo; ha sperimentato percorsi di formazione professionale e interscambio economico-culturale tra gli artigiani piemontesi della categoria Arti Ausiliarie delle Professioni Sanitarie e operatori marocchini, in particolare del CNRR di Bouskoura; ha coinvolto, allo scopo di sensibilizzarle al tema, autorità nazionali e locali marocchine.
Il progetto è realizzato con il finanziamento della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino.
Il Cicsene è stato incaricato dell’accompagnamento al tavolo della cooperazione con l’area mediorientale, segnatamente con le città di Gaza e di Haifa, entrambe gemellate con Torino. Il tavolo è promosso dalla Città di Torino – Settore Cooperazione internazionale e Pace quale sede di confronto e coordinamento tra i soggetti attivi nell’area.
La consulenza scientifica del Cicsene ha riguardato, tra l’altro, il progetto EPIC e le iniziative inerenti il gruppo di lavoro “Eurogaza”, due importanti ambiti della cooperazione della Città di Torino con le Città di Gaza e Haifa.
Finanziato dal Comune di Torino, il progetto ha previsto, nell’ambito delle iniziative di cooperazione legate al gemellaggio tra la Città di Torino e la Città di Gaza, l’acquisto e l’installazione a Gaza delle dotazioni informatiche necessarie alla realizzazione di un centro Internet, utile strumento per lo svolgimento e l’ampliamento dell’accesso alla vita culturale e democratica in particolare per i giovani.
Il progetto ha consentito l’allestimento presso l’Almawrid Teacher Development Center di Ramallah di un laboratorio stampa e di una stazione informatica per il collegamento in rete, in modo da offrire una sede di riferimento ai gruppi di lavoro di docenti per l’elaborazione di libri di testo e di materiali didattici innovativi, in coerenza con la graduale introduzione dei nuovi programmi scolastici paelestinesi. Il progetto ha goduto del sostegno del Comune di Torino.
Il progetto Ambra, a tre anni dall'avvio dello studio di fattibilità, è entrato in una prima fase operativa, dal punto di vista tecnico-formativo. A San Cristóbal de las Casas (Chiapas, Messico), ubicato nella sede del "Centro de capacitación para el trabajo", esiste un laboratorio ove vengono formati giovani, donne e uomini come artigiani dell’ambra. Alcuni lavori, realizzati oltre che nel semiprezioso, anche in rame e argento, sono stati esposti con successo in alcune sedi museali chiapaneche (Museo di Santo Domingo). Tra i giovani formati verranno selezionati i formatori per lavorare in un secondo centro a Simojovel de Allende, altro municipio chiapaneco, povero dal punto di vista degli indicatori di sviluppo, ma ricco di miniere di ambra ad oggi prevalentemente esportata grezza. In realtà l'obiettivo finale è proprio quello di avviare attraverso la scuola e la formazione tecnica superiore un motore di sviluppo: che consenta di creare cultura - per dare ai giovani strumenti per muoversi in contesti diversi da quello natio - per creare valore aggiunto nei semipreziosi da commercializzare, per valorizzare la cultura materiale che è patrimonio maya e meticcio. Ad oggi la cooperazione è attiva sia con gli enti di formazione locali sia con le Istituzioni di Governo dello Stato del Chiapas. Nel febbraio 2003 si è svolto un corso di gioielleria di base denominato “Gioiello dipinto”, presso il CECATI 133 di San Cristóbal de las Casas condotto da un orafo artigiano di Torino, sig. Felice Mellano.
Svolto presso il Politecnico di Torino, promosso dall’ASTAC e finanziato dalla Regione Piemonte, il corso, della durata di 40 ore, ha visto l’alternanza di momenti didattici teorici e di testimonianze dirette delle esperienze condotte sul campo.
Obiettivo del programma, finanziato da UNCHS e Governo italiano, è stato formulare strategie per il miglioramento degli insediamenti informali urbani nei PVS, anche attraverso il rafforzamento delle istituzioni locali in Congo.
Il CICSENE ha seguito per conto della Comunità Europea (DG-VIII) le attività della Fondazione fornendo un appoggio all’elaborazione del programma, assicurando la coerenza del suo svolgimento e collaborando alla valutazione delle azioni condotte e del loro impatto; e ha operato per stabilire contatti tra la Fondazione e partner europei (imprese, associazioni industriali, camere di commercio).
Creazione di un’istituzione di auto-organizzazione dell’imprenditoria privata, il rafforzamento della partecipazione delle imprese private del Burkina alla riforma del mercato, la promozione delle imprese del Burkina presso l’imprenditoria italiana. Sono state svolte missioni in Burkina Faso per appoggiare gli imprenditori locali nella definizione della programmazione delle attività e del relativo budget della Fondazione. Sono state individuate le attività di formazione e di collaborazione con i ministeri locali, la delegazione dell’Unione Europea e le cooperazioni di alcuni paesi donatori. La Fondazione è stata creata nel gennaio del 1996 e ha realizzato alcuni corsi di formazione e attività di appoggio al progetto dell’Unione Europea per lo sviluppo della piccola impresa. Il progetto è stato rifinanziato fino al 1999 per sostenere analisi e seminari sulle sfide che la realizzazione dell’UEMOA comporta per le imprese burkinabé.
Obiettivo è stato la verifica delle possibilità concrete di collaborazione produttiva e commerciale, stimolando un dialogo tra cooperazione internazionale e PMI, e indicando le possibilità economiche esistenti in Paesi del Sud.
Realizzazione del manuale Strumenti finanziari per la cooperazione economica tra piccole e medie imprese italiane e dei Paesi in via di sviluppo, nel quale sono stati individuati, analizzati e presentati gli strumenti italiani, europei e internazionali che prevedono forme di finanziamento per la creazione di joint venture.
Tali joint venture potranno essere accompagnate in loco, fornendo loro informazioni, punti di riferimento, persone-risorsa e mettendo a disposizione l’esperienza e la rete di conoscenze accumulate sul terreno.
Intervento (insieme con la LVIA) i cui scopi sono stati sperimentare nuove tecniche costruttive che permettessero un forte sfruttamento dei materiali e delle capacità locali ed ottenere un costo di produzione più basso possibile.
Il Programma Marocco si compone di diversi progetti di sviluppo sociale e umano in due aree geografiche del Marocco: la Provincia di Khouribga e la Regione del Grand Casablanca.
Nella provincia di Khouribga è in corso un articolato progetto di cooperazione educativa, condotto in collaborazione con la locale Delegazione del Ministero dell'Educazione Nazionale.
Per l’elaborazione partecipata degli interventi e la loro realizzazione si è dato avvio a Khouribga alla costituzione di un gruppo di lavoro interistituzionale comprendente rappresentanti del Ministero dell’Educazione, delle scuole private, degli enti locali e dei servizi sanitari e sociali, dell’associazionismo e della società civile. Il gruppo di lavoro si è formalmente costituito in “Associazione di promozione e sostegno alla scolarizzazione nella provincia di Khouribga” (APPS).
Il progetto di cooperazione, che ha avuto il sostegno della Regione Piemonte e del Comune di Torino, ha previsto sinora il sostegno alla creazione di classi di scuola materna e di un servizio d’accoglienza per alunni portatori di handicap nella città di Khouribga, il sostegno alle scuole dei villaggi di Ouled Azzouz, Beni Khlef, Fokra, nel circondario rurale della città, la formazione degli operatori, percorsi di alfabetizzazione per le donne, lo studio di percorsi di formazione professionale per donne e ragazzi, il gemellaggio tra le due scuole materne locali e due scuole materne dei Servizi Educativi della Città di Torino con sede nel quartiere di Porta Palazzo, lo scambio scolastico tra due istituti superiori torinesi e l’Institut Spécialisé de Technologie Appliquée di Khouribga.
Nella Regione del Grand Casablanca, Cicsene opera nei quartieri peri-urbani di Casablanca, in sintonia con le priorità di sviluppo locale individuate dall’Iniziativa Nazionale per lo Sviluppo Umano (INDH) lanciata dal Re Mohammed VI nel 2005. In questo contesto il progetto Dar Lamaalem ha preso avvio nel corso del 2007.
Il progetto Maison de l’Artisan è promosso da Cicsene in partenariato con CICSN (Centre International de Coopération Sud Nord), associazione di diritto marocchino fondata nel 2006, a partire dall’impegno comune di Cicsene e persone-risorsa marocchine attive in diversi ambiti quali il management privato e sociale, la cooperazione decentrata, il consulting, la formazione degli adulti e la pedagogia.
CICSN sostiene lo sviluppo locale partecipativo e promuove i valori del dialogo tra culture, della scambio e della solidarietà nello spazio euro-mediterraneo.